da admin | 25 Lug 2018 | Progetti in Mozambico
Giovedì 5 luglio, con la visita a Caia di Sofia Palandri, rappresentante paese di Terre des Hommes Italia in Mozambico, ha avuto inizio ufficialmente anche nel distretto il progetto triennale EducaMoz – per una educazione prescolare inclusiva e di qualità in Mozambico promosso con il contributo dell’AICS e che si realizzerà in 12 distretti nelle province di Maputo, Nampula e Sofala, tra cui il distretto di Caia.
Durante la visita Sofia Palandri, accompagnata dal rappresentante paese del CAM Paolo Ghisu, ha incontrato l’Amministrazione di Caia e le Direzioni Distrettuali di Saude, Mulher e Acçao Social e quella di Educaçao, Juventude e Tecnologia, presentando il progetto ed il ruolo che l’ente locale avrà nella supervisione ed accompagnamento dello stesso.
Secondo Sofia Palandri “uno dei risultati del progetto EDUCAMOZ sarà il miglioramento della qualità dei servizi di pre-scolare e del sistema di monitoraggio del governo nelle province coinvolte, e più in generale nel paese”.
Il progetto, che sarà coordinato a Caia da Martinho Celestino, responsabile del settore socio-educativo con il supporto del coordinatore CAM Julai Jone prevede il coinvolgimento degli educatori, i quali beneficieranno di formazioni all’interno del percorso di rafforzamento formativo (che prevede tra l’altro l’attivazione anche a Beira di un corso di diploma per educatori di prima infanzia), delle famiglie (con campagne di educazione parentale), e dei “comitati locali di protezione dell’infanzia”. Altra parte del progetto, che non coinvolgerà il distretto di Caia ma si svolge in collaborazione tra ufficio CAM Trento e coordinamento di TDH Italia a Maputo, è una attività di ricerca sul fenomeno informale delle mae cuidadoras nelle città mozambicane (donne che si prendono cura a pagamento di un gruppo di bambini in età prescolare presso la propria abitazione), per poi redarre, con l’aiuto della Cooperativa Tagesmutter il Sorriso di Trento – leader nazionale nell’ambito del supporto organizzativo, pedagogico e formativo alle Tagesmutter – delle linee guida per regolamentare l’attività e dare maggior supporto alle maes che potranno beneficiare di formazioni ed incentivi.
Tiziana Gatto, Direttrice Altri Servizi della Cooperativa Il Sorriso: “grazie al progetto EducaMoz anche noi come cooperativa Trentina abbiamo l’opportunità di conoscere un contesto nuovo e altre pratiche educative su cui riflettere. Il confronto con una realtà, anche molto lontana e molto differente, potrà sicuramente essere arricchente”.
Partner del progetto, accanto a TDH Italia e CAM sono: Istituto di formazione Mwana, Jembi Health System, Rete Mozambicana per lo Sviluppo della prima infanzia, Università Pedagogica in Mozambico, Università Bicocca.
Vai alla scheda progetto.
da admin | 20 Giu 2018 | Progetti in Mozambico
Durante la Giornata Mondiale dell’Ambiente, il 5 giugno scorso, il gruppo GRSU del CAM ha partecipato a una campagna di sensibilizzazione rivolta ai cittadini, sul rispetto dell’ambiente , sull’importanza della raccolta e il corretto smaltimento dei rifiuti nella Città di Beira.
Il CMB ha convocato i rappresentanti della società civile per di ripulire il Mercado da Munhava, uno dei maggiori mercati della zona suburbana di Beira. Con lo slogan “Stop all’inquinamento di plastica”, il team CAM ha contribuito attivamente nel diffondere l’importanza della corretta gestione dei rifiuti solidi urbani, e in particolare della prastica.
Sempre sul tema della plastica, il giorno prima, il nostro rappresentante e coordinatore paese, Paolo Ghisu, e Helder Domingos, responsabile locale di settore, hanno visitato uno stabilimento a Beira, che recupera la plastica per trasformarla in sacchetti e dargli una seconda vita. Paradossalmente lo stabilimento è costretto ad importare rifiuti dal Sudafrica, in quanto la quota di raccolta differenziata nella Provincia di Sofala non consentirebbe sufficiente materiale per la lavorazione. Uno dei filoni di lavoro del CAM con il CMB, è proprio quello di incentivare la separazione della plastica, iniziando con le medie e grosse utenze, per favorire il conferimento/riutilizzo delle plastiche, del vetro ed altre componenti valorizzabili.
da admin | 20 Giu 2018 | Progetti in Mozambico, Storie
La volontaria in Servizio Civile a Caia Lucia Romani, che per il CAM accompagna il lavoro del settore socio-sanitario, valorizzando la sua formazione di psicologa, ci riferisce di una sua visita a Tete dove ha potuto conoscere il lavoro di alcune organizzazioni nell’ambito dell’auto-mutuo aiuto e della lotta allo stigma verso le persone sieropositive.
“Sono a Tete per riunioni di lavoro e scambi con realtà locali che lavorano nell’ambito HIV. Son contenta di essere qua, mi colpisce subito Tete: splendida città affacciata sullo Zambesi, capoluogo dell’omonima provincia. Qui ho trovato una natura verde e lussureggiante, strade pulite, case curate, persone sorridenti e disponibili, grandi formazioni rocciose tondeggianti sopra le quali sono costruite case. Un capitolo a parte spetta al magnifico ponte che si erge sopra lo Zambesi, collegando il centro città con la prima periferia e la stazione, distante alcuni kilometri. Passeggiando sopra al ponte, di giorno si può ammirare lo splendido paesaggio di isolette e montagne intorno alla città, di notte le luci che si riflettono sull’acqua lasciano respirare un’aria particolarmente romantica. Frequenti sono gli avvistamenti di ippopotami in città, che pare siano golosi degli ortaggi che si coltivano a lato del fiume. Molti malawiani, vista la vicinanza con il confine, si sono trasferiti qui, spostandosi da zone rurali e meno ricche.
Ho il piacere di confrontarmi con i responsabili di un’associazione locale, KK, Kutandizana Kushira, ovvero “Aiutare a salvare”, che da anni lavora nel supporto di pazienti HIV positivi. Mi raccontano la storia della loro associazione e mi colpisce lo spirito imprenditoriali che li ha spinti, nel giro di pochi anni, ad affermarsi come realtà locale competente e affermata. Mi raccontano dei loro successi, e di come sono arrivati ad avere quasi 500 attivisti operativi in cinque distretti.
Accompagno poi qualche operatore durante il loro lavoro di campo e ho il piacere di conversare con loro del loro lavoro, scambiarci impressioni, opinioni, conoscenze.
Infine, in una riunione con una psicologa di Medici senza Frontiere, approfondiamo la conoscenza dei Gruppi di Appoggio Comunitari, gruppi di persone HIV positive che volontariamente si riuniscono per appoggiarsi l’un con l’altro, dal punto di vista emotivo e pratico.
È stato un bello scambio, ci ha permesso di ricaricarci di nuove energie! E già qui in Caia stiamo lavorando su come implementare il servizio GAC e su come portare avanti le attività dell’associazione Mbatikoiane in modo sempre più professionale!
Obrigada Tete! Atè a proxima! ”
Lucia Romani – giugno 2018
da admin | 18 Giu 2018 | Progetti in Mozambico
“Un’altra bella giornata, un motivo in più per i bambini per essere felici: è l’1 giugno, la giornata internazionale dei bambini. In quest’occasione le strade di Caia si sono colorate e i bambini hanno sfilato cantando in festa “viva l’1 giugno, la giornata dei bambini!”. Gli alunni delle escolinhas del CAM hanno attraversato le varie strade del villaggio per poi arrivare, insieme agli altri, nella piazza centrale del villaggio. La deposizione della corona di fiori è stata seguita da attività culturali presentate dai bambini, come il canto, la danza e la recita di poesie.
Quest’anno il motto per celebrare la giornata internazionale dei bambini in Mozambico è stato “mettiamo fine ai matrimoni prematuri”. Questo problema è stato il fulcro degli slogan della giornata, per sottolineare l’importanza dello studio, perché i bambini sono “il futuro del paese”. Per festeggiare questo giorno, il CAM ha organizzato varie attività, canti e giochi. I bambini delle escolinhas del CAM hanno anche ricevuto una visita speciale: quella della “mamma del distretto”, la signora Ernestina Saize, moglie dell’amministratore. Insieme hanno suonato, cantato e ballato in un clima emozionante. Poiché l’1 giugno è un giorno di festa, i bambini hanno poi mangiato insieme in ogni scuola.
Bisogna ricordare che il CAM sostiene 4 escolinhas comunitarie nel villaggio di Caia (Lar dos Sonhos, Miriam, Kukomerua e DAF), che coinvolgono circa 600 bambini di età compresa tra i 3 e i 5 anni, tra cui anche orfani e svantaggiati. Oltre a queste escolinhas, il CAM supporta anche i bambini orfani della Casa della salute, attraverso l’offerta di corsi di taglio e cucito e di lingua inglese. Proprio come per le escolinhas, anche questi bambini hanno ricevuto la visita della “mamma del distretto”, che ha incoraggiato a partecipare ai corsi e a continuare la scuola.”
Un articolo di Julai Jone, tradotto da Francesca Bailoni
Leggi le storie delle feste degli anni scorsi: 2017 2014 2013 2012
da Consorzio Associazioni con il Mozambico - CAM | 29 Mag 2018 | Progetti in Mozambico

Kukomerua significa “allegria”.
È il nome di una delle escolinhas di Caia. E secondo me è un termine che rappresenta proprio bene quell’ambiente. Non ne troverei altri per descrivere quel vulcano di bambini che ti travolgono con la loro gioia e spensieratezza.
Ha ragione Martinho. Lui è coordinatore dell’area educativa del CAM, e in virtù del suo ruolo deve visitare spesso le sue escolinhas. Ma è sempre il momento della giornata che preferisce di più. Bastano pochi minuti con questi bambini per cambiare qualsiasi giornata e farti dimenticare di qualsiasi problema. E io non posso che concordare.
Bambini in età prescolare spesso orfani o svantaggiati che possono trovare in queste escolinhas una piccola oasi felice nella quale correre, divertirsi, giocare.. ma soprattutto crescere in un ambiente sano e protetto.
La visita di un muzungu tra i bambini è sempre una piccola sorpresa.
(alcuni sono addirittura un po’ spaventati… un uomo tutto bianco non l’avevano proprio mai visto).
Immaginate quanto grande può essere la sorpresa se questo muzungu porta con se pennelli e colori e propone di disegnare le pareti della machessa principale!
Non è stato difficile trovare aiutanti per quest’impresa. Appena hanno visto i colori, una folla di piccoli volontari si è radunata attorno a me curiosa.

Ho spiegato come usare i pennelli e come mischiare i colori primari per ottenere nuovi colori.
Insieme abbiamo trasformato le pareti blu della machessa centrale in un mare pieno di pesci e creature misteriose. All’inizio ho tracciato il disegno principale con un pennarello e ho lasciato che fossero i bambini a colorarlo, lasciando spazio anche all’iniziativa personale. Forse troppa, quando hanno cominciato a dipingere ovunque, anche fuori dal disegno!

Per fortuna gli educatori mi hanno aiutato, guidando con infinita pazienza i bambini nella loro opera. Anzi, pareva quasi che loro si stessero divertendo più dei bambini a colorare quel grande dipinto!
Ne ho avuto conferma quello stesso pomeriggio, quando sono rimasti con me a terminare l’opera, anche dopo che i bambini se ne fossero andati. Ormai era diventato l’opera di tutti noi, e volevamo completarla! Ognuno ha dato il suo contributo e ha aiutato come meglio potesse, alcuni riscoprendo un insospettabile talento artistico.

Abbiamo passato il pomeriggio a cercare di coprire qualche pasticcio combinato dai bambini un po’ troppo “creativi”. E penso sia stata la cosa più bella della giornata. Vedere questi educatori condividere insieme una giornata di creatività e allegria. Soprattutto vederli ridere e scherzare tra loro, tornando improvvisamente bambini per un giorno.
Vedere il nostro lavoro ultimato a fine giornata è stata la soddisfazione più grande di tutti noi.
È stata proprio una bella giornata!
Uno dei tanti motivi per i quali non potrò dimenticare Caia facilmente.


Il secondo murale ha una storia differente.
Volevamo rimettere in discussione il tema AIDS all’interno della comunità. Perché a Caia è ancora uno dei temi più scottanti e più divisivi, con l’epidemia in continua crescita e fuori controllo. E soprattutto per il forte l’impatto sociale che essa scatena. A causa di una diffusa ignoranza, pregiudizi, tradizioni sbagliate e carenza di supporto sanitario, non è raro scoprire famiglie spezzate, ragazzi abbandonati, e vite spesso distrutte.
A volte basterebbe poco. Un’informazione migliore, maggiore educazione, per evitare un finale drammatico e cambiare la narrativa di molte storie di malattia.
C’è uno stigma ancora fortemente diffuso verso i malati di AIDS che può e deve essere cambiato, per non peggiorare un problema già cronico per sua natura.
Abbiamo provato quindi a riportare a galla questo tema con un murale ad esso dedicato.
È stato realizzato appena il giorno prima della mia partenza da Caia. Un ultimo lasciato che volevo dedicare alla comunità che mi ha accolto e ospitato per cinque memorabili mesi.


Un piccolo addio.
(O forse solo un arrivederci?)
Lorenzo Dalbon maggio 2018
da Consorzio Associazioni con il Mozambico - CAM | 28 Mag 2018 | Progetti in Mozambico