Escolinhas 2021 – riabilitazioni e ripartenza

Escolinhas 2021 – riabilitazioni e ripartenza

Il nuovo report escolinhas è online! Parole, dati, testimonianze, immagini raccontano il 2021 del progetto: le attività porta a porta, la ripartenza ad ottobre, la formazione degli educatori agli strumenti digitali, i lavori di ristrutturazione finanziati dall’Ambasciata Giapponese, i costi del progetto ed i sostenitori.

Potete visualizzarlo o scaricarlo a questo link.


Un ringraziamento va a tutti i sostenitori del progetto. Grazie ad un’istruzione inclusiva e di qualità per centinaia di bambine e bambini contribuiamo insieme ogni giorno ad un futuro migliore per la comunità di Caia.

Per sostenere anche tu il progetto escolinhas, magari come regalo o ricordo per una occasione, vai alla campagna “Adotta una Escolinha”. 

 

Foto di copertina @PaoloGhisu

 

L’Ambasciatore del Giappone inaugura le escolinhas Miriam e Kukomerua riabilitate

L’Ambasciatore del Giappone inaugura le escolinhas Miriam e Kukomerua riabilitate

Il 28 luglio 2022 è finalmente avvenuta la cerimonia di inaugurazione ufficiale delle ristrutturazioni alle escolinhas Miriam e Kukomerua di Caia, alla presenza dell’Ambasciatore del Giappone in Mozambico Kimura Hajime. I lavori, avvenuti nel corso del 2021, sono stati infatti possibili grazie ad un finanziamento di 59.000 euro dell’ambasciata del Giappone in Mozambico.

I lavori sono stati affidati ad un’impresa locale, la FBM Empreitadas, che aveva già lavorato precedentemente nell’escolinha DAF, ed hanno coinvolto una squadra di 26 artigiani per un periodo di circa cinque mesi. Le strutture sono state dotate di una recinzione, una cucina, una cisterna per la raccolta dell’acqua piovana e una serra. Inoltre, sono stati migliorati gli edifici delle aule e dei blocchi amministrativi e sanitari.

Dopo un primo incontro di saluto presso la sede dell’Amministrazione Distrettuale di Caia l’ambasciatore, la rappresentante del CAM e l’amministratore locale, si sono diretti verso le escolinhas, per mostrare i lavori effettuati grazie al finanziamento concesso. Li sono stati accolti da un gruppo musicale locale, dai bambini e i loro genitori, dall’equipe del CAM e dalla comunità.

In rappresentanza del CAM c’era Marina Bosetti, Rappresentante di paese in Mozambico, che ha introdotto l’incontro spiegando la storia del CAM e riassumendo le attività e i progetti implementati nell’ambito socioeducativo negli ultimi vent’anni.

Dopodiché, l’ambasciatore del Giappone ha preso la parola esprimendo soddisfazione per come il CAM ha gestito il progetto e i lavori, annunciando la disponibilità a finanziare nuovamente progetti simili in futuro. Venuto direttamente da Maputo, si è mostrato molto aperto nel capire le necessità del distretto e nell’appoggiare le scelte future dell’amministratore locale. Inoltre, ha ricevuto in regalo una maglietta del CAM che ha indossato subito con molto entusiasmo.

La visita si è conclusa con un momento più informale alla sede CAM di Caia, dove è stato offerto un rinfresco.

Sapevi che puoi supportare l’attività delle escolinhas

scegliendo un sostegno mensile

con il progetto ADOTTA UNA ESCOLINHA?

Le partnership trentine al supporto dei municipi di Beira e Nampula nella gestione dei rifiuti

Le partnership trentine al supporto dei municipi di Beira e Nampula nella gestione dei rifiuti

Un momento di incontro, aggiornamento, confronto rafforza il tavolo di collaborazione che sta portando avanti un percorso ricco e fruttuoso

A due anni dal kick-off meeting che ha sancito l’avvio del progetto si è tenuto venerdì 22 luglio 2022 un incontro tra tutti i partner in Italia di Limpamoz, un programma di intervento nelle città di Beira e di Nampula in appoggio alle municipalità nella sfida al grande problema dello smaltimento dei rifiuti cittadini.

Ospiti presso la sede di Dolomiti Energia, partner tecnico, l’incontro si è aperto con un pensiero al presidente del Gruppo Dolomiti Energia Holding, Massimo De Alessandri, scomparso improvvisamente da qualche giorno.

Come rammentato da Mario Mancini, presidente di Progettomondo, l’ONG di Verona capofila del progetto finanziato da AICS, i due anni trascorsi dal precedente incontro in questo stesso luogo sono stati connotati da una pandemia che ha letteralmente stravolto il mondo. Portare avanti un progetto così complesso in tale contesto non è stata una sfida facile, ma le cose realizzate sono state molte e tante sono le persone da ringraziare per aver contribuito a tutti i risultati già raggiunti.

Nella parte tecnica di approfondimenti sul progetto Federico Berghi (capo progetto a Beira) e Dario Guirreri (responsabile tecnico a Nampula), hanno sintetizzato tutto il lavoro fatto finora nelle due città, aggiornando i partecipanti sullo stato attuale del progetto, sui tanti risultati già raggiunti nel supporto tecnico ai municipi di Beira e Nampula, nell’educazione ambientale, nel sostegno alle microimprese di raccolta e differenziazione dei rifiuti nonché rispetto a due ambiti cruciali: la gestione dei rifiuti sanitari e della frazione organica.

Il Professor Marco Ragazzi e Ada Castellucci del Dipartimento di Ingegneria Civile, Ambientale e Meccanica dell’Università di Trento hanno riferito delle attività di divulgazione e disseminazione che culmineranno con due pubblicazioni scientifiche. Le tematiche del progetto sono già state presentate ad un convegno nazionale a Napoli e ad un convegno internazionale del Wessex Institute, a cui sono seguite due pubblicazioni su due riviste scientifiche. Si sono inoltre presi i contatti con il CETAMB di Brescia per collaborazioni future. Nei prossimi mesi, oltre a Ada Castellucci, che inizierà un dottorato su questi temi, altre tre giovani dell’Università di Trento saranno a Beira per progetti di ricerca.

Carlo Realis, già dirigente presso Dolomiti Energia, ha portato la propria testimonianza raccontando della sua missione di ottobre 2021 a Beira. Interessanti considerazioni tecniche emergono approcciandosi alle problematiche della gestione dei rifiuti urbani di un paese in via di sviluppo partendo dall’esperienza del Trentino e del progressivo sviluppo di un sistema, ora all’avanguardia, che però ha una storia molto recente: non molti decenni fa la situazione era paragonabile a quella di Beira. Uno dei nodi principali messi in risalto è la sfida della sostenibilità economica per le imprese municipalizzate. Tante sono comunque le difficoltà specifiche del contesto, difficili da comprendere dall’esterno.

Una di queste difficoltà è quella di cui ha riferito Paolo Rosatti, presidente del CAM, discussa in occasione della missione a Beira realizzata a maggio 2022 con Isacco Rama: problemi di stabilità nel terreno dove è prevista la costruzione del centro di compostaggio. Si tratta di uno degli imprevisti tecnici e finanziari più complicati per il progetto finanziato da AICS, che ha di fronte a sé un ultimo anno di attività.

Nella tavola rotonda finale Donata Dalla Riva di Progettomondo ed Isacco Rama di CAM hanno portato la riflessione alle prospettive future del progetto raccogliendo l’entusiasmo di tutti i partner a continuare nel percorso identificando anche nuove modalità di finanziamento ed opportunità di collaborazione. Anche Silvia Silvestri del Centro Trasferimento Tecnologico della Fondazione Edmund Mach e Loris Dallago di ISER srl hanno riaffermato il desiderio di continuare su questa strada anche oltre la conclusione del finanziamento principale, valorizzando la partnership attuale e con la possibilità di ampliarla ulteriormente.

I PARTECIPANTI ALL’INCONTRO

  • Mario Mancini, Donata Dalla Riva, Federico Berghi, Dario Guirreri – Progettomondo
  • Maddalena Parolin, Ada Castellucci, Paolo Rosatti, Isacco Rama – Consorzio Associazioni con il Mozambico
  • Marco Ragazzi – Dipartimento di Ingegneria Civile, Ambientale e Meccanica dell’Università di Trento
  • Carlo Realis, Andrea Miorandi – Dolomiti Energia Holding SpA – Dolomiti Ambiente
  • Luisa Casonato – MLAL Trentino
  • Silvia Silvestri – Centro Trasferimento Tecnologico della Fondazione Edmund Mach
  • LorisDallago – ISER srl
Il progetto microcredito raccontato dai suoi protagonisti: Andrea Patton

Il progetto microcredito raccontato dai suoi protagonisti: Andrea Patton

Dal 2005 il CAM opera con attività di microcredito, dapprima con l’ufficio di Caia e successivamente con una seconda sede a Marromeu nel 2012 ed una terza nel 2020 a Inhaminga. Si tratta di un progetto di grande valore e dal positivo impatto, sia economico che sociale. Grazie al rientro dei prestiti con i tassi di interesse si generano dei fondi che – oltre a coprire interamente i costi della struttura, del personale ed alcuni investimenti (come le sedi e gli automezzi per l’operatività) – vengono utilizzati per finanziare le attività sociali realizzate a Caia, quali l’assistenza domiciliare e l’educazione prescolare.

In questo speciale in tre puntate abbiamo intervistato tre persone-chiave del progetto (clicca sui nomi per leggere gli articoli):

Andrea Patton
Responsabile progetti microcredito

I simpatizzanti del CAM conoscono in particolare Caia, dove molti sono anche stati in visita, ma meno Marromeu e Inhaminga. Dal punto di vista socio-economico quali sono le principali differenze con Caia?

I distretti di Marromeu e Inhaminga sono molti diversi da Caia. Sono più estesi e meno densamente popolati e sono molto più isolati rispetto a Caia. Marromeu in particolare non ha praticamente strade di transito importanti, anche se, grazie alla grande piantagione di zucchero (30.000,00 ha) ha un collegamento ferroviario per Beira due volte a settimana. L’economia è fortemente dipendente dall’andamento della stagione dello zucchero e del sesamo e squilibrata sulla sola cittadina di Marromeu. Le altre località del distretto sono quasi sempre irraggiungibili per le pessime condizioni delle strade, che sono tutte in terra battuta. Marromeu ha anche un collegamento giornaliero con Chinde che si trova sul mare con il quale ci sono degli scambi commerciali di interesse minore basati, soprattutto, sul pesce.

Il distretto di Inhaminga e la sua omonima cittadina sono attraversate dalla vecchia strada in terra battuta che collega Beira fino a Caia. La cittadina di Inhaminga si sta sviluppando rapidamente grazie anche alla stazione di smistamento ferroviario Beira/Tete che vede transitare diversi treni carichi di carbone diretti al porto di Beira. Beneficia anche dei treni diretti a Marromeu ed ovviamente a Tete, con facilità di trasporto di merci e persone con quattro transiti settimanali. E’ un distretto a forte vocazione agricola che produce parecchio mais, sesamo, ortaggi, fagioli e mandioca destinati in gran parte alla commercializzazione.

Ti occupi di microcredito in Mozambico da 17 anni: in questo lungo tempo quali cambiamenti hai visto nell’alfabetizzazione finanziaria e nell’attitudine all’imprenditoria?

L’alfabetizzazione finanziaria è rimasta quasi uguale, soprattutto per quando riguarda la propensione al risparmio. E’ un problema dell’Africa Australe e le banche commerciali hanno fatto poco o nulla per l’educazione finanziaria. Molto più dinamico è l’utilizzo di piattaforme per transazioni finanziarie (pagamenti, bonifici, trasferimenti di denaro ecc) legate a compagnie telefoniche. Il successo, a mio avviso, è dovuto al fatto che tutti ormai hanno un cellulare e le operazioni sono facili da eseguire anche per persone con scarsa scolarizzazione.

Nel corso di questi anni, molte persone hanno avviato o ampliato attività economiche, soprattutto dopo l’installazione dell’energia elettrica nei centri più importanti dei distretti. Nonostante mille difficoltà l’economia rurale sta crescendo rapidamente, ma ci sono dei rischi dovuti alla sempre più massiccia presenza di imprenditori stranieri: cinesi, pakistani e nigeriani in particolare. Questi “stranieri” hanno una cultura imprenditoriale molto superiore a quella mozambicana e pertanto poco a poco stanno occupando gli spazi più importanti e redditizi dei distretti. Non solo, fra di loro sono solidali e si aiutano reciprocamente. Probabilmente hanno alle spalle anche delle strutture che li possono supportare in modo finanziario e legale (per il rilascio di visti e licenze commerciali).

Nel prossimo articolo, ad agosto, Enrico Baldo ci parlerà dello scambio tra Trentino e Mozambico: dal punto di vista dell’accompagnamento a distanza di un progetto articolato come quello del microcredito ma anche relativamente agli aspetti del “modello microcredito” che possono essere applicabili anche sul territorio trentino.

A sostegno della filiera del latte: cinque anni del progetto a Beira

A sostegno della filiera del latte: cinque anni del progetto a Beira

Da quasi cinque anni nell’area periurbana di Beira, è attivo un ambizioso progetto di CEFA onlus a sostegno dei piccoli allevatori e della filiera del latte, intervenendo su un contesto con grandi fragilità ma anche elementi di opportunità. Il progetto, di cui CAM è partner, è stato impostato anche grazie alla collaborazione di un gruppo di lavoro trentino di volontari, alcuni dei quali hanno avuto l’opportunità di visitarlo in una missione sul campo a fine 2018.

A metà aprile il gruppo di lavoro ha incontrato il referente in Mozambico del progetto, Andrea Benedini, per un incontro di aggiornamento molto apprezzato anche in vista della fase conclusiva del progetto, entro fine 2022. Condividiamo ora un breve articolo che fa il punto sul progetto, recentemente pubblicato da CEFA.

«La produzione giornaliera di latte è passata da una media di 52L a 100L. In totale le cooperative hanno 5.800 litri di latte da lavorare ogni mese. Siamo pronti per realizzare un nuovo centro per la lavorazione del latte».

Con queste parole Luciano Centonze, responsabile progetti CEFA in Mozambico, inizia il racconto degli ultimi tre anni nella provincia di Sofala:

«Due cicloni e una tempesta tropicale hanno danneggiato le strutture delle cooperative, molto bestiame è deceduto, altri sono dispersi, i ricoveri degli animali abbattuti e così i recinti. I tetti delle cooperative scoperchiati e l’energia elettrica interrotta. Oltre alle minacce climatiche, la pandemia ha limitato lo svolgimento delle attività e causato importanti perdite economiche. Ciononostante le tre cooperative a Dondo, Ceramica e Nhangau, hanno continuato ad operare».

In Mozambico, il progetto ha l’obiettivo di aiutare i piccoli allevatori di vacche da latte, fornendo supporto per rafforzare la struttura organizzativa e operativa delle cooperative.

La produzione del latte è aumentata del 81% grazie all’assistenza tecnica nella gestione e cura degli animali, all’accesso alle colture foraggere, alla fornitura di attrezzature e allo sviluppo delle capacità degli allevatori.

«Un grande risultato legato alle visite regolari alle stalle, alla fornitura di semi di foraggio e alle attrezzature per la produzione di insilati sono stati gli elementi più significativi del progetto. Inoltre, si è puntato sullo sviluppo delle capacità delle cooperative, principalmente attraverso la formazione su misura per rafforzare la capacità organizzativa e operative. Si è anche puntato sulla creazione di comitati di commercializzazione per facilitare i collegamenti con il mercato. Si sono identificati degli operatori affidabili per gestire il centro di lavorazione dalla raccolta alla vendita del latte».

Oggi il progetto ha superato la fase di risposta all’emergenza causata dai cicloni e dal Covid, e siamo entrati in una fase cruciale per garantire la sostenibilità delle cooperative nel lungo termine.

 

Per ottenere questo risultato stiamo realizzando un Centro per la Lavorazione del latte che possa consentire alle cooperative di pastorizzare il latte e conservarlo; trasformare il latte in yogurt e conservarlo; commercializzare i prodotti sul mercato di Beira, capoluogo della Provincia.

Anche grazie all’Agenzia Italia per la Cooperazione allo SviluppoGranarolo, la fondazione Microsocial e tutti i sostenitori e le sostenitrici, questo intervento garantirà un reddito adeguato agli allevatori delle cooperative e darà la possibilità alle stesse di investire per migliorare le attrezzature di lavorazione. Inoltre includere la preparazione di yogurt garantirà un’ulteriore fonte di reddito per le donne formate e aumenterà l’accesso dei bambini ai micronutrienti essenziali del latte.

È una sfida grande quella che vogliamo portare a termine entro l’anno, ma gli allevatori hanno bisogno di questo intervento per vedere una prospettiva di tutti i sacrifici e gli investimenti che stanno facendo. E noi vogliamo essere al loro fianco anche questa volta.

Foto di Giovanni De Luca

 

Il lavoro della Mbaticoyane: voci da Caia

Il lavoro della Mbaticoyane: voci da Caia

Come purtroppo accade in molti distretti del Mozambico, la popolazione di Caia è colpita dalla presenza di AIDS, malaria, malattie neonatali e infantili, colera e infezioni acute e croniche, spesso legate alle cattive condizioni igieniche e ambientali, alla mancanza di acqua potabile e alla difficoltà  di godere di un’alimentazione sana e varia.

A Caia, il CAM opera nell’ambito della salute comunitaria già dal 2007 e, nel corso del tempo, ha favorito la nascita dell’Associazione Mbaticoyane, in lingua Sena “prendiamoci cura l’uno dell’altro”. L’Associazione comprende al suo interno Assistenti Domiciliari, i cosiddetti Cuidados Domiciliarios, operatori comunitari di salute e volontari locali. Durante l’anno promuove iniziative come corsi di cucina e nutrizione, taglio e cucito, lingua inglese, spettacoli teatrali, percorsi di confronto con i Praticanti di Medicina Tradizionale e un programma radiofonico settimanale sulla salute.

Abbiamo chiesto al sig. Zacarias e alla sig.ra Lucia, due membri dell’Associazione, di raccontarci la loro storia, come sono entrati in contatto con questa realtà e come si svolge una loro tipica giornata.

“Mi chiamo ​​Zacarias Antonio Charles, ho 48 anni, vivo con mia moglie e i miei 9 figli e svolgo il lavoro di Assistente Domiciliare da 13 anni. Ho iniziato nel Distretto di Marromeu, nella località di Mponda, i cui pazienti vengono curati nell’ospedale distrettuale di Caia. Mentre lavoravo ho avuto l’opportunità di studiare. Ho imparato molte cose che mi hanno permesso di migliorare sul lavoro, anche se a causa del poco tempo libero è stato difficile stare al passo.”

Il sig. Zacarias è uno dei Cuidados Domiciliarios, una figura il cui compito è quello dell’assistenza domiciliare ai malati e alle loro famiglie nell’ambito della salute ma anche psichica, della nutrizione e dell’igiene.

“La cosa che mi piace di più del mio lavoro è poter assistere i pazienti della comunità che si trovano in situazioni molto critiche. Spesso i pazienti sono membri della mia famiglia o miei vicini di casa e questo mi da la forza di andare avanti. La cosa più difficile invece è convincere le persone che hanno abbandonato la terapia antiretrovirale a tornare in ospedale e riprendere il trattamento. Tempo fa ho lavorato con un paziente sieropositivo che inizialmente non aveva intenzione di seguire la terapia. Grazie a tanti colloqui e con l’aiuto della famiglia sono riuscito a convincerlo e ora è tornato in salute, prende regolarmente i medicinali, ha ripreso il suo lavoro di pastore di una chiesa e sensibilizza i membri sieropositivi della comunità a seguire il suo esempio.
In un altro caso molto difficile invece una donna aveva interrotto la terapia perché era sola e nessuno della famiglia poteva aiutarla. Soffriva anche di tubercolosi e non era più autosufficiente. Sono riuscito a convincere una sua vicina di casa, la moglie del leader comunitario, che mi aiutava soprattutto a lavarla. È stato un caso molto delicato, ma ora sono felice perché la signora sta bene.”

La sig.ra Lucia è la responsabile del counseling presso la Matchessa Mãe Lamukane.

“Mi chiamo Lucia Abel Afonso, ho 41, vivo da sola con 5 figli. Sono in questo progetto da 10 anni e ho iniziato facendo la volontaria nella comunità del Barrio di Chirimba, prima facevo la contadina. Quando ho saputo che il CAM voleva aumentare il numero di attivisti, ho assunto questo nuovo ruolo presso la Matchessa.”

La Matchessa Mãe Lamukane è una struttura inaugurata nel 2020 in cui l’Associazione Mbaticoyane svolge attività di screening dell’HIV e di consulenza su diverse tematiche sanitarie. Affianco a questo spazio è presente anche un piccolo angolo ristoro in cui si servono piatti caldi tradizionali e bevande.

“Quando arrivo sul posto di lavoro per prima cosa controllo che tutto sia pulito e in ordine, poi preparo la mia scrivania e quando le persone iniziano ad arrivare mi occupo di loro. All’angolo ristoro serviamo ai clienti biscotti, succhi di frutta, polenta e riso con carne di capretto e altro ancora.
La parte che più mi da soddisfazione del mio lavoro è vedere il cambiamento del comportamento nelle persone che dopo essere passate allo sportello e aver sostenuto il colloquio decidono di seguire i consigli che vengono loro dati.

Ad oggi lo stigma verso le persone sieropositive è diminuito rispetto al passato ma purtroppo ancora presente; è molto difficile per i malati accettare il responso quando il test mostra la positività al virus HIV.

“Lo vedo quotidianamente nel mio lavoro alla Matchessa. A volte succede che le persone, dopo aver fatto il test per l’HIV e scoperto di essere sieropositive, lascino un indirizzo di recapito falso e non siano più raggiungibili per essere seguite con la terapia. Tempo fa sono riuscita a fare un colloquio con un uomo. Appena ricevuto l’esito positivo è scappato via dicendo che sarebbe tornato il giorno dopo ma non lo ha fatto. Sono andata a cercarlo all’indirizzo che aveva lasciato perchè ci tenevo che ricevesse tutte le informazioni utili per iniziare il trattamento ma il recapito che aveva lasciato era falso.”