Da rifiuti a risorse: Macuti-Miquejo verso una gestione dei rifiuti più sostenibile

Da rifiuti a risorse: Macuti-Miquejo verso una gestione dei rifiuti più sostenibile

Beira, Mozambico | Agosto-settembre 2026

Il miglioramento della gestione dei rifiuti urbani inizia con cambiamenti concreti nelle comunità: famiglie più informate, servizi di raccolta più ravvicinati, lavoratori protetti e materiali che non vengono più trattati solo come spazzatura per ottenere valore economico.

Nel quartiere di Macuti-Miquejo, nella città di Beira, questi cambiamenti hanno iniziato a prendere forma tra agosto e settembre 2026, nell’ambito del progetto “Dai rifiuti alle risorse: migliorare la gestione dei rifiuti a Macuti, Beira”, con il coinvolgimento della Giovane Associazione di Macuti (AJOMAC), del Consorzio CAM e del Consiglio Comunale di Beira.

Le azioni intraprese in questo periodo rappresentano passi importanti per avvicinare i servizi di raccolta ai residenti, promuovere la raccolta differenziata dei rifiuti alla fonte e creare le condizioni per una gestione comunitaria più regolare, inclusiva e sostenibile.

Grupo IAC - Portogallo luglio 2024
Sensibilizzazione porta a porta: il cambiamento comincia da casa

Il 5 e il 6 agosto, i team del progetto hanno condotto una campagna di sensibilizzazione porta a porta nelle unità comunali A, C1, C2 ed E, raggiungendo circa 642 residenti.

L’iniziativa ha permesso di informare le famiglie sul riavvio della raccolta primaria dei rifiuti e di sottolineare l’importanza della separazione dei materiali riciclabili dai rifiuti organici, compresi gli scarti alimentari che possono essere valorizzati attraverso la produzione di compost organico.

Più che trasmettere informazioni, questo approccio mira a incoraggiare pratiche quotidiane che contribuiscano a ridurre lo smaltimento improprio dei rifiuti e a rafforzare la partecipazione dei residenti al mantenimento di un quartiere più pulito.

Grupo IAC - Portogallo luglio 2024
Raccolta primaria potenziata e più sicurezza per i lavoratori
La ripresa della raccolta primaria è iniziata in agosto, nelle unità comunali C1 e C2, con il coinvolgimento di nove attiviste dell’AJOMAC, essendo stata successivamente estesa alle unità A, C1, C2 ed E.
Da settembre il servizio si svolge regolarmente il martedì e il venerdì, dalle 7:30 alle 12:00, consentendo l’accesso alle aree in cui le restrizioni di accesso rendono difficile lo spostamento dei camion comunali.

Per sostenere questa attività, il 14 agosto, i membri dell’AJOMAC coinvolti nella raccolta hanno ricevuto dispositivi di protezione individuale e materiali destinati a migliorare le loro condizioni di sicurezza durante il lavoro.

Il rafforzamento del servizio e la fornitura di queste attrezzature contribuiscono a rafforzare il ruolo degli attori comunitari, la cui partecipazione è fondamentale per avvicinare la raccolta dei rifiuti alle famiglie e migliorare la risposta ai bisogni locali.

Grupo IAC - Portogallo luglio 2024
Dalla raccolta al guadagno: la prima vendita di materiali riciclabili

Una delle pietre miliari di questo periodo è stata raggiunta il 22 settembre, con la prima vendita di materiali riciclabili da parte dell’associazione.

L’operazione ha permesso di vendere 165 chilogrammi di bottiglie di plastica PET alla società 3R, tramite l’Ecoponto di Chipangara, generando un fatturato di 1.030 meticais per AJOMAC.

Sebbene questa transazione sia un primo risultato, dimostra il potenziale di recupero economico dei rifiuti riciclabili e apre la strada all’esplorazione di meccanismi che possano contribuire alla sostenibilità finanziaria delle attività di raccolta.

Il consolidamento di questo modello dipenderà dalla continua separazione dei rifiuti, dalla partecipazione delle famiglie, dalla raccolta regolare e dal rafforzamento dei collegamenti tra gli attori comunitari e gli operatori del riciclaggio

Grupo IAC - Portogallo luglio 2024
Una comunità unita per un ambiente più pulito e vivibile

Il 19 settembre, in occasione della Giornata mondiale della pulizia, i membri dell’AJOMAC hanno partecipato a un’azione di pulizia sulla spiaggia di Estoril, accompagnati dalla facilitatrice Nana Sitoe del CAM e in collaborazione con l’organizzazione Let’s Do It e altre aziende.

La partecipazione a questa iniziativa ha rafforzato l’importanza della mobilitazione collettiva e della responsabilità condivisa per la tutela ambientale, estendendo il messaggio del progetto oltre le normali attività di raccolta fondi di quartiere.

I continui miglioramenti del quartiere si riflettono anche nelle condizioni di mobilità e nella vita quotidiana dei suoi residenti. Per Xana Manuel Donguene, nata e cresciuta a Macuti-Miquejo e venditrice di prodotti su strada, gli interventi di riqualificazione legati al progetto MUDAR hanno portato cambiamenti significativi.

«Sono molto soddisfatta dei lavori, soprattutto della costruzione della strada. In passato, quando pioveva, il quartiere era inondato ed era molto difficile spostarsi.»

L’accumulo di acqua influiva anche sull’attività commerciale, esponendo i venditori al fango e agli schizzi causati dai veicoli in transito.

«Quando passava un’auto, l’acqua delle pozzanghere ci colpiva e ci bagnava. Oggi abbiamo la strada pavimentata e l’energia elettrica, e la realtà è diversa.»

Xana Manuel Donguene

Abitante del quartiere di Macuti-Miquejo

Verso il futuro: continuità, organizzazione e sostenibilità
La priorità per i prossimi mesi è garantire una raccolta primaria regolare, rafforzare l’impegno delle famiglie nella raccolta differenziata dei rifiuti e aumentare la quantità di materiali riciclabili inviati per il recupero.

La continuità di queste azioni richiede il coinvolgimento dei residenti, l’impegno degli attori comunitari, l’articolazione con i servizi comunali e lo sviluppo di opportunità che consentano di trasformare il recupero dei rifiuti in un’attività economicamente sostenibile.

L’esperienza di Macuti-Miquejo dimostra che la transizione dai rifiuti alle risorse non dipende solo dalle infrastrutture o dalle attrezzature. Richiede anche un’organizzazione comunitaria, un cambiamento comportamentale e meccanismi che riconoscano il valore ambientale ed economico dei materiali recuperati.

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Da rifiuti a risorse: migliorare la gestione dei rifiuti a Macuti, Beira

Il progetto «Dai rifiuti alle risorse: miglioramento della gestione dei rifiuti a Macuti, Beira» è realizzato a Macuti-Miquejo, nella città di Beira, con il supporto dell’Otto per Mille della Chiesa Valdese.
Progetto TERRA: a Macuti un percorso partecipativo per la riqualificazione del mercato

Progetto TERRA: a Macuti un percorso partecipativo per la riqualificazione del mercato

Nel quartiere di Macuti, a Beira, si è svolto un incontro di lavoro con le autorità locali e i residenti per fare il punto sullo stato di avanzamento del Progetto TERRA e illustrare il percorso partecipativo previsto per la riqualificazione del mercato di Macuti-Miquejo.

All’incontro hanno preso parte 12 persone, di cui 9 uomini e 3 donne, tra cui il Segretario del quartiere di Macuti, i tecnici del Consiglio Municipale di Beira (CMB), il referente per la riqualificazione del mercato, i responsabili delle unità comunali, i capi quartiere e alcuni residenti.

Il coinvolgimento della comunità

In continuità con l’esperienza del Progetto MUDAR, anche il Progetto TERRA prevede il coinvolgimento diretto della comunità nelle fasi di preparazione e monitoraggio degli interventi. La partecipazione sarà su base volontaria, nella consapevolezza che il mercato rappresenta un’infrastruttura pubblica fondamentale per il quartiere e per l’intera comunità.

Il percorso offrirà alle leadership locali e agli abitanti l’opportunità di contribuire alle decisioni sulle azioni da realizzare, con particolare attenzione al miglioramento delle condizioni igienico-sanitarie del mercato. L’obiettivo è favorire uno spazio più adeguato e sicuro per i venditori, per chi vi lavora e per tutte le persone che lo frequentano quotidianamente.

Un Comitato comunitario per monitorare gli interventi

Per accompagnare il processo di riqualificazione sarà istituito un Comitato comunitario di monitoraggio composto da 20 membri. Ne faranno parte le leadership locali, in rappresentanza dei residenti, e 10 rappresentanti dei venditori del mercato.

Gli incontri del Comitato si svolgeranno all’interno del mercato informale, in uno spazio messo a disposizione da un membro della comunità, la cui disponibilità e collaborazione rappresentano un importante contributo al percorso avviato.

Ascolto e partecipazione per costruire soluzioni condivise

Nel corso dell’incontro, i partecipanti hanno condiviso idee, osservazioni e proposte, che sono attualmente in fase di valutazione da parte del gruppo di lavoro del progetto. I contributi raccolti costituiscono un punto di partenza importante per orientare gli interventi in base alle esigenze concrete di chi vive e frequenta il mercato ogni giorno.

Il percorso partecipativo del Progetto TERRA riconosce infatti il valore del dialogo con la comunità come elemento essenziale per una riqualificazione efficace e sostenibile. Coinvolgere le persone nelle decisioni che riguardano il proprio territorio significa promuovere soluzioni più rispondenti ai bisogni locali e rafforzare il senso di responsabilità condivisa nella cura degli spazi pubblici.

La riqualificazione del mercato di Macuti-Miquejo parte dall’ascolto della comunità, per costruire insieme uno spazio pubblico più funzionale, salubre e inclusivo.

 

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Un sorriso alla volta: il sostegno del CAM ai bambini con labbro leporino in Mozambico

Un sorriso alla volta: il sostegno del CAM ai bambini con labbro leporino in Mozambico

In Mozambico, anche un intervento chirurgico può rappresentare un traguardo difficile da raggiungere per una famiglia che vive lontano dalle strutture sanitarie e dispone di risorse economiche limitate. È per questo che, da diversi anni, il CAM – Consorzio Associazioni con il Mozambico sostiene un programma dedicato ai bambini nati con labiopalatoschisi, comunemente conosciuta come labbro leporino, nella provincia di Sofala.

Il programma è reso possibile grazie all’impegno volontario di Marcelina, pediatra in servizio all’Ospedale Centrale di Beira, che coordina una rete di colleghi attivi nei diversi distretti della provincia. Insieme, i professionisti sanitari individuano i bambini che necessitano dell’intervento, informano e sensibilizzano le famiglie e organizzano il loro accesso alle cure. Generalmente, viene realizzata una sessione operatoria all’anno, durante la quale i piccoli pazienti possono essere sottoposti all’intervento chirurgico.

L’operazione e il ricovero sono garantiti dal sistema sanitario pubblico. Ma per le famiglie, spesso molto povere e residenti in località rurali distanti dall’ospedale, raggiungere Beira e fermarsi per il periodo necessario può costituire un ostacolo importante. Senza un aiuto concreto, molte potrebbero rinunciare a cogliere questa opportunità di cura.

Il contributo del CAM interviene proprio per rendere possibile questo percorso. Grazie al sostegno di alcuni donatori di Monzambano, che hanno adottato e in parte promosso il programma, Marcelina può organizzare l’accoglienza delle mamme che accompagnano i propri figli, garantendo loro il trasporto e il sostegno necessario durante la permanenza in ospedale. Il supporto comprende anche alimenti, pannolini usa e getta per i bambini, una capulana – il tradizionale telo di stoffa mozambicano – e un piccolo giocattolo per rendere più serena la permanenza dei piccoli pazienti.

Si tratta di un aiuto che va oltre l’aspetto materiale: significa permettere alle famiglie di affrontare il percorso di cura con maggiore tranquillità, superando difficoltà che altrimenti potrebbero impedire ai bambini di ricevere le cure necessarie.

Accanto al sostegno agli interventi chirurgici, il programma prevede ogni anno anche campagne di educazione e sensibilizzazione rivolte alle comunità, con l’obiettivo di contrastare lo stigma che ancora accompagna la labiopalatoschisi. Informare, promuovere una maggiore consapevolezza e favorire l’accoglienza dei bambini e delle loro famiglie è infatti parte integrante del percorso di cura.

Questo progetto dimostra come la collaborazione tra professionisti sanitari mozambicani, sistema sanitario pubblico, associazioni e donatori possa contribuire concretamente a migliorare la vita dei bambini. Un impegno reso possibile dalla dedizione di chi opera sul territorio e dalla solidarietà di chi sceglie di sostenerlo, affinché la distanza, la povertà e il pregiudizio non diventino ostacoli al diritto alla salute.

Sostenere la salute, ogni giorno Dalle cliniche mobili all’assistenza domiciliare alle persone con malattie croniche, dalle attività di teatro e radio per la sensibilizzazione sanitaria ai percorsi dedicati alla cucina e alla nutrizione, il CAM promuove iniziative che avvicinano la salute alle comunità più vulnerabili del Mozambico.

Con il tuo sostegno possiamo continuare a portare cure, informazioni e strumenti di prevenzione anche dove raggiungere i servizi sanitari è più difficile.

L’Ambasciatore Gabriele Annis fa tappa al CAM di Beira: dialogo, relazioni e cooperazione sul territorio

L’Ambasciatore Gabriele Annis fa tappa al CAM di Beira: dialogo, relazioni e cooperazione sul territorio

Venerdì 16 ottobre, l’Ambasciatore d’Italia in Mozambico, Gabriele Annis, ha svolto una visita istituzionale a Beira per osservare da vicino il lavoro sul campo svolto sul territorio e incontrare le comunità locali.

La giornata si è aperta nel quartiere di Macuti-Miquejo, dove l’Ambasciatore — accompagnato dal Presidente del Consiglio Municipale di Beira, dalle autorità locali e da una delegazione della sede di Maputo dell’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo — è stato accolto dalla popolazione con danze tradizionali, canti e un grande entusiasmo. Durante il sopralluogo al quartiere e al Mercato Informale, la delegazione ha potuto conoscere l’approccio partecipativo che guida le attività territoriali del CAM nel progetto TERRA, fondato sul coinvolgimento attivo di residenti e venditori nel miglioramento degli spazi comunitari. La visita è poi proseguita verso il Centro di Compostaggio della Beira (CECOM), punto di riferimento per le infrastrutture cittadine legate all’economia circolare e alla gestione dei rifiuti organici.

A coronamento della giornata, al termine di tutti gli impegni ufficiali, l’Ambasciatore ha voluto fare una visita a sorpresa presso la sede del CAM a Beira. Un fuoriprogramma particolarmente apprezzato, nato dal desiderio di incontrare direttamente lo staff operativo e approfondire la conoscenza della struttura nel suo quotidiano.

Accolto dal Rappresentante Paese del CAM, Marco Andreoni, l’Ambasciatore e la delegazione AICS hanno visitato gli spazi di lavoro dell’associazione, mentre venivano loro illustrati i quadri generali e le dinamiche operative dei principali interventi in corso. L’incontro, informale e caloroso, si è concluso con un momento conviviale tra l’Ambasciatore e l’intero team, confermando l’attenzione e la vicinanza delle istituzioni al lavoro svolto dall’organizzazione sul campo.

Desideriamo rivolgere un sentito ringraziamento all’Ambasciatore Gabriele Annis e all’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo (AICS – Sede di Maputo) per l’interesse e la disponibilità dimostrati verso la nostra realtà, oltre che al Presidente del Consiglio Municipale di Beira, alle autorità locali e alla comunità di Macuti-Miquejo per la calorosa accoglienza.

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Radio Caia cambia forma e cresce

Radio Caia cambia forma e cresce

Nei giorni scorsi ho visitato la Radio Comunitaria di Caia che sta velocemente cambiando forma e crescendo, per prepararsi ad accogliere più persone nella nuova sala informatica comunitaria.

All’ombra sottile dell’imponente antenna radiofonica di 30 metri, i lavori incuriosiscono i molti passanti che percorrono la strada in fronte alla sede. I muri della struttura principale con la sede della redazione, la segreteria e i locali tecnici sono freschi di pittura bianca, mentre a fianco procede la costruzione della struttura che accoglierà presto il Centro Multimediale Comunitario.

Tutti questi interventi, finanziati dalla Regione Trentino Alto Adige, hanno lo scopo di potenziare un servizio che già da diversi anni la Radio di Caia offriva ovvero quello di formazione tecnologica e informatica della città, in modo particolare per i più giovani. Proprio per questo motivo, allo stesso tempo in cui i lavori edili procedono, sono già stati acquistati dei computer di ultima generazione che garantiranno una preparazione migliore a chi parteciperà ai corsi in programma.

RCC quest’anno compirà 19 anni, e da un po’ è ormai maggiorenne. Le colonne portanti di questo progetto, fondato nel 2007 con il contributo di CAM e altri partner trentini, sono le oltre 30 persone (quasi totalmente volontari) che ogni giorno impegnano un po’ del loro tempo per far crescere la Radio e soprattutto cercano di mantenere sempre informati i propri ascoltatori. A fianco della gigantesca antenna infatti troviamo una parabola che, come mi racconta Marìo Goba, collaboratore tecnico della Radio, ha una funzione molto precisa:

Questa parabola riceve il segnale della radio nazionale, che passa quindi dai nostri canali per poi essere rilanciata dall’antenna che offre una copertura radiofonica di oltre 60km. Questo ci permette di mantenere le persone informate in modo costante.
Non ci fermiamo mai e insieme alle news condividiamo con le persone anche approfondimenti mirati e buona musica, da quella locale fino a quella internazionale.

Indicando le scrivanie poste momentaneamente sotto la tettoia, continua: “anche in questo momento, nonostante i lavori ci hanno giustamente portato via un po’ di spazio, continuiamo a trasmettere senza sosta. Tra poco sarà tutto completo e non vediamo l’ora di rientrare.”

Mentre parlo con Marìo insieme a Julai, coordinatore Mozambicano del CAM che ha iniziato la propria carriera lavorativa come giornalista proprio qui, all’interno della sede principale ornata dalle nuove piastrelle e dal nuovo intonaco, i programmi proseguono. Da poco è terminata una trasmissione musicale che ha lasciato spazio ad un approfondimento di ambito sanitario.
La sala di registrazione è infatti occupata da Amercisio Valanhiua, uno dei referenti della redazione, e alcuni giovani studenti dell’università Cattolica di Beira accompagnati dal tecnico sanitario locale Nato Armando Charles, responsabile del settore epidemiologia del servizio distrettuale di salute
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All’esterno i lavori proseguono in fretta e la nuova rete fognaria è stata da poco completata. I muri perimetrali del Centro Multimediale attendono solo le travi e il tetto. I cocci e i rottami che ora sono accatastati in cortile, tra qualche settimana non ci saranno più e anzi lasceranno spazio ad una nuova recinzione che fa parte dell’iniziale progetto di rinnovamento dell’area.

Una breve visita nella sede della Radio Comunitaria di Caia mi è bastata per capire quali sono i valori di questo progetto: crescere, accogliere, formazione, sensibilizzare, informare e divulgare.

Foto e testi del volontario CAM Alex Cestari – Caia, settembre 2026

La voce di Caia raccontata in un podcast

La voce di Caia raccontata in un podcast

Come nasce una radio comunitaria? Quale impatto può avere sulla vita di un’intera comunità? E perché, in un contesto rurale come quello di Caia, la radio è molto più di un semplice mezzo di comunicazione?

Una puntata del podcast di Media Aid, organizzazione impegnata nella promozione dei media comunitari e del diritto all’informazione, racconta l’esperienza della Rádio Comunitária de Caia (RCC), un progetto nato nel 2007 da un bisogno espresso dalla comunità locale e che il CAM ha scelto di sostenere e accompagnare nel tempo.

Nel podcast di Sara Musa si ripercorrono la storia della radio, il suo ruolo nella promozione dell’informazione, della partecipazione e dello sviluppo locale, ma anche le sfide quotidiane di uno strumento che continua a dare voce ai cittadini, diffondere messaggi di salute pubblica, promuovere i diritti e creare spazi di confronto per tutta la popolazione. Le radio comunitarie rappresentano infatti uno dei mezzi di comunicazione più efficaci nelle aree rurali del Mozambico, dove raggiungono una parte consistente della popolazione e contribuiscono concretamente alla crescita delle comunità.

Per il CAM, la Rádio Comunitária de Caia rappresenta un esempio concreto di cooperazione costruita insieme alle persone: un progetto nato dal basso, cresciuto grazie all’impegno della comunità e diventato negli anni un punto di riferimento per il territorio.

Nel podcast, oltre agli audio di RCC in portoghese e in lingua sena, le interviste alla direttrice del CAM Sofia Rinaldi, al coordinatore della sede del CAM a Caia Elias Lanquene.

Ascolta il podcast: https://www.mediaaid.it/media/    PERCORSI  –  4.RADIO CAIA

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